PROBLEMA MATEMATICO RISOLTO DOPO 145 ANNI
Si tratta dell'ipotesi di Riemann
Ancora da verificare il risultato
Un mistero matematico che dura da 145 anni potrebbe essere stato risolto da Louis De Brangles de Bourcia, un ricercatore della Purdue university nell'Indiana (USA).
Egli afferma di essere riuscito a dimostrare l'ipotesi di Riemann: il primo dei tre enigmi per i quali il Clay Mathematics Institute ha stanziato un milione di dollari per colui, o colei, che per primo riuscirà a dimostrarne almeno uno.
Louis De Brangles de Bourcia ha utilizzato Internet per pubblicare il suo lavoro: si tratta di un documento di ventitre pagine fitto di complicati passaggi matematici e relative dimostrazioni.
Anche se normalmente i matematici annunciano i propri "teoremi" nel corso di conferenze formali o sui giornali scientifici, l'entusiasmo ed il desiderio di far conoscere i propri risultati ha incoraggiato De Brangles a rendere pubbliche le sue ricerche non appena concluse.
"Invito gli altri matematici ad esaminare la mia dimostrazione", ha detto il ricercatore.
L'ipotesi di Bernhard Riemann (1826 - 1866) è una teoria molto complessa sulla natura dei numeri primi, quei numeri che possono essere divisi solo per uno e per se stessi.
In pratica si basa sull'individuazione di un criterio logico che spiegherebbe la loro presenza nella totalità del sistema numerale tradizionale.
Più specificatamente l'ipotesi di De Brangles è una "congettura" sulla distribuzione degli zero nella "funzione zeta di Riemann", un concetto già introdotto da Leonhard Euler nel 1737.
Infine, nel caso in cui dovesse rivelarsi attendibile la soluzione del matematico statunitense, restano ancora da risolvere gli altri due grandi quesiti della matematica moderna: vale a dire "la congettura di Poincaré", un problema topologico, di superfici, risolto per tutte le dimensioni esclusa quella del mondo in cui viviamo, e "la congettura di Birch e Swinnerton-Dyer", che riguarda le equazioni a numeri interi.
Si tratta dell'ipotesi di Riemann
Ancora da verificare il risultato
Un mistero matematico che dura da 145 anni potrebbe essere stato risolto da Louis De Brangles de Bourcia, un ricercatore della Purdue university nell'Indiana (USA).
Egli afferma di essere riuscito a dimostrare l'ipotesi di Riemann: il primo dei tre enigmi per i quali il Clay Mathematics Institute ha stanziato un milione di dollari per colui, o colei, che per primo riuscirà a dimostrarne almeno uno.
Louis De Brangles de Bourcia ha utilizzato Internet per pubblicare il suo lavoro: si tratta di un documento di ventitre pagine fitto di complicati passaggi matematici e relative dimostrazioni.
Anche se normalmente i matematici annunciano i propri "teoremi" nel corso di conferenze formali o sui giornali scientifici, l'entusiasmo ed il desiderio di far conoscere i propri risultati ha incoraggiato De Brangles a rendere pubbliche le sue ricerche non appena concluse.
"Invito gli altri matematici ad esaminare la mia dimostrazione", ha detto il ricercatore.
L'ipotesi di Bernhard Riemann (1826 - 1866) è una teoria molto complessa sulla natura dei numeri primi, quei numeri che possono essere divisi solo per uno e per se stessi.
In pratica si basa sull'individuazione di un criterio logico che spiegherebbe la loro presenza nella totalità del sistema numerale tradizionale.
Più specificatamente l'ipotesi di De Brangles è una "congettura" sulla distribuzione degli zero nella "funzione zeta di Riemann", un concetto già introdotto da Leonhard Euler nel 1737.
Infine, nel caso in cui dovesse rivelarsi attendibile la soluzione del matematico statunitense, restano ancora da risolvere gli altri due grandi quesiti della matematica moderna: vale a dire "la congettura di Poincaré", un problema topologico, di superfici, risolto per tutte le dimensioni esclusa quella del mondo in cui viviamo, e "la congettura di Birch e Swinnerton-Dyer", che riguarda le equazioni a numeri interi.
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